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lunedì 4 dicembre 2017

Lettera aperta


Con rammarico vedo come anche nella nostra Città, nelle nostre cerchie, molte persone mettono fuoco su fuoco per alimentare l’odio alle diversità, alimentando quelle idee che dovrebbero rimanere tali, concetti che non dovrebbero neanche esistere, anche se, da che mondo è mondo fanno parte della natura umana, quella natura più accecata dell’inimicizia, dal disprezzo per l‘altro, dall'intolleranza per tutto e per tutti. Lo fanno per svariati motivi, forse rabbia per come sta andando il mondo, per le difficoltà di vita in cui stanno vivendo, forse per stanchezza di una classe politica che non sempre agisce per gli interessi del cittadino; forse semplicemente per egoismo, ignoranza, oppure a causa di una forma di pensiero ormai radicato in loro. Sono turbato e sento una certa vergogna, per coloro che dicono di essere cristiani, ma pensano e attuano in questa forma, mi vergogno perché sono cristiano e vivo da 43 anni il messaggio d’Amore che Cristo ci ha voluto trasmettere.  Non si più servire due padroni, o si ama o si odia, o si fa la pace o la guerra, e la mediocrità e la presunzione di sentirsi nel giusto nonostante si calpestino i diritti del prossimo, non è da cristiano.
Altre persone invece, cristiani e non, vorrebbero vedere un mondo più giusto, senza più sangue di innocente sparso per gli interessi di pochi, donne e uomini che desiderano vivere e far vivere bene tutti, per questo ci sono le organizzazioni di volontariato, non certo per fare bonismo o interessi propri, bensì per attuare a favore dei più deboli, pensando ai nostri concittadini in difficoltà, agli abitanti delle strada (i senza dimora), ma anche a chi arriva nella nostra terra nella totale disperazione e ci chiede aiuto.
Abbiamo ben chiaro che non tutti siamo uguali, anche se tutti dovremmo esserlo quanto a diritti e doveri.
Ed invece, oggi più che mai, ci sono essere umani di serie A, di serie B … e così via fino ad arrivare all’ultima lettera dell’alfabeto, fino ad arrivare alle periferie delle periferie, invisibili dagli occhi e dal cuore di una parte della popolazione che vive solo il suo piccolo mondo, fatto di arrivismo e sopravvivenza, disposta a calpestare il prossimo, il più fragile, quello che già abbastanza è stato calpestato. In quelle periferie, nelle quali tanti bambini, donne, uomini muoiono, dopo essere stati privati del diritto di una giusta alimentazione, dopo aver subito soprusi e violenze, sopportando con dolore gli assordanti boati di bombe, loro sono esclusi dal diritto di vivere in pace.

La pace si costruisce con la pace, uniamoci per la Pace!

Ginetto Mattana 
presidente Associazione Libere Energie Onlus -  Olbia

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